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  L'uomo che guardava passare i treni di Georges Simenon. Dopo una lunga assenza, ho finalmente ripreso le fila delle mie letture e del blog. Ho vissuto un periodo intenso durante il quale i libri mi sono molto mancati ma ora  sono qui a parlare delle mie letture.                                                                                       " L'uomo che guardava passare i treni” è il mio secondo Simenon. Questa lettura giunge diverso tempo dopo “La camera azzurra” che pure avevo particolarmente apprezzato. Stavolta viaggiamo con l’impiegato medio borghese Kees Popinga da Amsterdam alla volta di Parigi in un viaggio che esula da quello meramente spaziale per farsi interiore. Simenon ci conduce per mano lungo i meandri della psiche umana indicando le ...

Gli anni al contrario di Nadia Terranova.

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Incomunicabilità.  Asimmetria.  Disallineamento.  È quanto emerge dalla relazione tra i due protagonisti, giovani, innamorati, affamati di vita e di emancipazione dalle ingombranti famiglie d’origine. Verrebbe da chiedersi quale sia il problema. Che a volte l’amore non basta. Per sopravvivere. Per guardare al futuro. Perché ci si trincera nei meandri di quel che dovrebbe essere e invece non è. Si pensa al momento senza avere il coraggio di guardare negli occhi il proprio compagno e dirgli chiaramente quello che si ha dentro. Aprirgli il cuore e confessare sogni, speranze, desideri. Quando non si ha il coraggio di discutere, arrabbiarsi, lottare per ciò in cui si crede anche l’amore più forte finisce per naufragare. Sprecato, tradito, deluso. “Non abbiamo mai usato lo stesso dizionario. Parole uguali, significati diversi. Dicevamo famiglia: io pensavo a costruire e tu a circoscrivere; dicevamo politica: io ero entusiasta e tu diffidente. Io combattevo, tu ti rifugiavi. Se ...

Il giovane Holden di Jerome David Salinger

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Che cosa dire del Giovane Holden? Pietra miliare della letteratura americana, è uno stupendo romanzo di formazione in cui la voce narrante ci parla di sé. Con qualche riluttanza, va detto. Holden non è uno che ama raccontarsi. Sono cose sue e a lui non va che si sappiano in giro. Qualche cosa però la dice. È stato cacciato dall’ennesima scuola perché non si impegna. Non ha intenzione di studiare.  Per capire che tipo è Holden basti pensare che, alle volte, si blocca nel bel mezzo di un discorso e si mette a rincorrere pensieri suoi. “Io abito a New York, e stavo pensando al laghetto di Central Park, quello vicino a Central Park South. Chissà se arrivando a casa l’avrei trovato ghiacciato, e se sì, dov’erano andate le anatre. Chissà dove andavano le anatre quando il lago gelava e si copriva di ghiaccio. Chissà se arrivava qualcuno in furgone che le caricava tutte quante e le portava in uno zoo o chissà dove” Il romanzo è una critica costante all’ipocrisia dell’età adulta. Quella in ...

Seduzione fatale di Paul Harper

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Immaginate di incontrare una persona che riesca a leggervi l’anima. Che sappia di voi cose che avete osato confessare solo a voi stesse in quei momenti di impareggiabile sincerità riservati ai vostri pensieri più profondi e al vostro psicoterapeuta. Arriva un momento però in cui quella capacità di leggervi dentro spaventa, tanto è precisa. Fa paura. A nessuno è dato conoscere i desideri e le paure più recondite che agitano l’animo umano. A meno che quella persona non abbia utilizzato un canale privilegiato per “entrare nella testa” della sua vittima. È il romanzo di Paul Harper. Una psicoterapeuta si rende conto che due delle sue pazienti che non hanno alcun punto di contatto tra loro, non si conoscono, frequentano luoghi e persone diverse, raccontano nel corso delle loro sedute di un misterioso uomo che conosce tutto di loro. Di qui il dilemma della dottoressa: tradire il segreto professionale rivolgendosi ad un detective che la aiuti a risolvere il mistero oppure lasciar correre? La ...

Le mie letture di febbraio

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Il mese di febbraio è stato pieno di letture meravigliose in cui mi sono immersa in luoghi e atmosfere molto diverse gli uni dalle altre. LE CENERI DI ANGELA: “Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto” . E’ un romanzo struggente. CHE PAESE, L’AMERICA!: prosieguo de "Le ceneri di Angela", racconta, tra le varie tematiche, della situazione di mai totale appartenenza. “Ma c’hai l’accento irlandese?” eh sì. Irlandese in America e americano in Irlanda. Ho già detto che ho amato il piccolo Frank? Sì, credo di averlo già fatto in tutti i modi. È un romanzo intenso. I SILLABARI: È una raccolta di meravigliosa bellezza per spiegare la quale le parole sono superflue. Leggeteli. Non smettete mai di farlo. CIRCE: È un romanzo appassionante che accende i riflettori sulla stupenda maga di Eea. Timorosa, fragile ma al tempo stesso forte, desiderosa di essere accettata e affamata d’amore,...

Il filo del rasoio di William Somerset Maugham

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Un libro pieno, intenso, delizioso che ti avviluppa nei meandri della sua trama e ti trascina via con sé. Un romanzo di rara bellezza che va dritto al cuore del lettore impedendogli di separarsene benchè ci si riprometta che quella sarà l’ultima pagina. Ho ritrovato ne “ Il filo del rasoio ” lo scrittore di cui mi sono profondamente innamorata. Quella capacità di introspezione psicologica, analisi e impietoso disvelamento dell’animo umano che di rado ho trovato finora a queste vette. Larry, il protagonista del romanzo, è un giovane segnato dagli orrori della prima guerra mondiale. Uno di quei numerosi giovani che, una volta tornati a casa, faranno fatica a trovare il loro posto. Chi lo circonda però non lo comprende e vorrebbe ritrovare in lui il ragazzo spensierato di un tempo. È un giovane di vent’anni nel cui animo dilaniato sorgono domande per rispondere alle quali farà molta, moltissima fatica. Larry è fidanzato con la bella e viziata Isabel che, sulle prime lo incoraggerà e soste...

La versione di Carl di Andrea Pamparana

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“A ottantacinque anni era un uomo famoso, celebrato, in certe situazioni idolatrato, ma sostanzialmente solo. Sedeva sulla pietra della spiaggia di fronte all’ingresso della casa, la camicia sgualcita, un cappello di paglia, le mani intrecciate, le braccia appoggiate sulle ginocchia, gli occhiali leggermente appannati e guardava le volute delle onde provocate dal lento passaggio dei battelli diretti o provenienti dall’imbarcadero di Zurigo” Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica, è stato uno dei massimi psichiatri, pensatori e filosofi del suo tempo. Amato, idolatrato, aspramente criticato ma universalmente riconosciuto per la sua genialità. Questa biografia ha il pregio non particolarmente diffuso, a dir il vero, di restituirci l’immagine nitida del celeberrimo psichiatra. Ce lo descrive bambino quando, definito dai compagni “mostro di asocialità” , preferiva starsene per suo conto senza giocare con i coetanei. Lo seguiamo quando, giovane medico, si dedicava alla pratica d...